L’inganno Natale

L'INGANNO NATALE
L’anno scorso son salito fin quasi il Polo Nord per conoscere Babbo Natale. Mi son fatto migliaia di chilometri in mezzo alle bufere per conoscerlo e entrato nella sua piccola abitazione mi ha chiesto 20 euro per una foto con lui.
Questo è Babbo Natale.
Prendiamo l’Uomo nero che spaventa la gente entrando da armadi, canne fumarie, finestre socchiuse, stanze inesistenti e lo facciamo incrociare con un saggio sacerdote cristiano; poi obblighiamo la gente a credere in lui come un dio pagano dispensatore di costosi doni, e guai a presentarsi senza un presente ai parenti ! Lo facciamo vestire di rosso cosi’ viene meglio nelle pubblicità della Coca-Cola e per finire lo imprimiamo nella testa dei bambini da decenni, inculcando loro il rito ! bimbo buono = regalo ! costringendoci a dilapidare la tredicesima in tempi in cui i pochi soldi rimasti sarebbe meglio spenderli in altro modo.
Eppure come deludere un bambino ?
Ed eccoci qua ci ritroviamo dal 2 novembre con le solite stanche luminarie di Natale, con la solita truffa commerciale messa a punto per farci spendere un po’ di soldi e per farci dimenticare l’Uomo nero e i nostri problemi. Prima si comincia, più si spende!
Come siamo finiti in sto circolo vizioso?
Non so voi, ma anche quest’anno, rassegnato, a Babbo Natale ci crederò e, per non deludere aspettative di amici e parenti, mi spenderò mezzo stipendio.

natale

Una rivoluzione

UNA RIVOLUZIONE
Come funziona. Lezione numero 1
Io so che non è così come appare. 
E' una patina, una patina sottile che annebbia e confonde la percezione. 
I buddisti lo chiamano velo di Maya. 
Il velo ci permette di scorgere solo l'apparenza, per cogliere l'essenza è necessario scostarlo.
Innanzitutto è necessario capire che non esiste il dentro e il fuori, ma che è tutta un'unica trama che da noi riverbera nel tridimensionale. 
Posto questo caposaldo, possiamo spostarci sull'analisi vera e propria.
Concordo, pare che niente funzioni come dovrebbe. 
Il nostro sentire è che ci divorano le vite, però noi aspettiamo. 
Che ci tolgono la dignità, però noi aspettiamo. 
Al più inchiodiamo in un bar parole grosse, toni sostenuti, agitando pugni che mai scenderanno in piazza. 
Bravi, bravi. 
Tutti convinti che prima o poi andremo a fare la rivoluzione coi forconi, le molotov, i panzer e i B52. 
Ma contro chi vogliamo insorgere? Chi è il nostro reale avversario? 
Avere un capro espiatorio fuori di noi è comodo. Rende semplice la focalizzazione dell'odio. 
Gli immigrati, la casta, gli omosessuali.. un botto di stronzi cerca di farci le scarpe e la vita è una merda. E proprio evidente! O no?
Noi pensiamo che il Bau Bau, o qualcuno per lui, si sbatta quotidianamente per renderci la vita un inferno.. 
non ci siamo mai chiesti: ma è possibile che io abbia una qualche influenza su questo scenario? 
John Lennon scriveva: War is over if you want it. 
Cazzo è elementare! 
Mi chiedo sempre com'è che solo pochissime persone si soffermano su questo semplicissimo e potentissimo incantesimo. 
Se il pianeta sparasse tutte le sue energie in questa direzione chissà cosa potremmo realizzare.
E' un sapere vecchio come l'uomo, che gli ermetici hanno sintetizzato nella formula: “come è dentro, così è fuori”. 
Com'è che se andiamo ad una festa fighissima, se siamo ammorbati, questa ci fa cagare?!?!
Il pensiero è energia, la materia è energia. 
Se avessimo una vista modello Superman vedremo ronzare gli oggetti come sciami di vespe. 
Capite di cosa sto parlando? 
Parlo di interazione tra la nostra interiorità e la realtà che ci circonda. 
Se pensiamo che le cose non girano come dovrebbero, è solo perché noi non ci mettiamo le giuste energie. Noi determiniamo con il nostro sentire la nostra vita. 
E siccome tutto è connesso, questa interiorità interagisce con quella delle persone che incontriamo, e che frequentiamo. 
Ognuno di noi ha un'enorme responsabilità!
Dobbiamo fare la RIVOLUZIONE, ma la rivoluzione di noi stessi. 
Smettiamola di dire CI stanno inculando, e cominciamo a chiederci chi è CI e dove si nasconde.
Ispirato da Socrate vi dico: Uomo cambia te stesso, e cambierai il mondo.

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Nel 1991 durante la I Guerra del Golfo viene emessa una lista di canzoni che non si sarebbero dovute emettere nelle radio, fra le quali ad esempio “Imagine”. Questo per non influire a livello energetico sull’andamento della guerra.

Crisi nostra

CRISI NOSTRA
Finalmente ce l’hanno fatta, ci hanno rinchiuso nelle nostre scatole di cartone, catalogati e archiviati. Adesso siamo finalmente mansueti e collocati esattamente al posto della scala produttiva che ci spetta. 10 anni di finta crisi ed eccoci qua. Siam passati dalla manifestazioni, dalle ribellioni, dall’essere persone autonome e coraggiose a essere delle persone con una paura fottuta. Hanno approfittato dell’abbandono del fortino dei nostri genitori, che adesso riposano con laute pensioni, e hanno lanciato missili finanziari e bombe vere in mezzo alla popolazione, rischiando è vero, ma essendo ben coscienti che loro cadono sempre in piedi. E noi ci siamo rintanati nelle nostre casette, con le nostre famiglie, qui ad attendere che la tempesta finisca, aspettando di poter uscire di nuovo all’aperto in una giornata di sole. Chi si ricorda il sabato italiano, quello dove ognuno era libero di godersi la vita e cercava di passare tutto il tempo in un parco, giocando, libero da pensieri. Dove è finito?
Han capito che la cosa funziona, la crisi mette più paura dell’aids, dell’aviaria e del terrorismo messi insieme, e allora ogni anno ci dicono che finirà presto, ma siamo quasi al 2014 e siamo sempre qui con un piede del baratro, senza speranza. Costretti a ridurci lo stipendio del 40%, ad accettare sporchi mobbing, a vivere per lavorare, a cercare di non far troppo rumore.
Qual’è seriamente il nostro futuro?
Pensiamoci bene e arrendiamoci. E’ inutile che facciamo finta di rialzare la china, meglio abbassarla e ubbidire. Coscienti, forse, vivremo meglio…
staimuto @2013

elettroshock_N

Hanno imparato ad annaffiare le paure.
Adesso persi in una selva di angosce,
solo piagnistei e zero machete.
                     Gesù Superfunk  @2013

Lampedusa

Lampedusa
I NUOVI EROI: QUELLI CHE DISUBBIDISCONO. 
Eh già, d’altronde le leggi le fanno le persone altamente qualificate ma non significa che sempre siano giuste. Questo discorso risulta vero soprattutto nel XXI secolo dove sono gli interessi dei grandi poteri economici a muovere e dirigere l’apparato legislativo. Mi sbaglio?
Chiudi gli occhi e pensa alla cosa più ingiusta del secolo passato?
Eh si!! I lager nazisti. Vi siete mai chiesti il perché’?
Eppure se ci pensiamo bene ingiustizie ce ne sono state…
Bombardandoci con quella infamia si sono assicurati una cosa, che il pensiero morale e il sentimento di giustizia si fermi proprio lì alla fine della II Guerra mondiale quando si scrive la nostra costituzione. E poi?
E poi solo leggi, leggi che han permesso a una massa politica di gongolare e di fottere noi e la costituzione.
Mi state dicendo che forse ci vorrebbe un’altra grande tragedia perche l’uomo torni a legiferare verso quello che e’ il senso comune di giustizia?
Quello che succede a Lampedusa e’ forse il primo sintomo di questa tragedia?
I nuovi eroi son quelli che vanno contro lo stato, quelli che si ribellano alla Bossi -Fini e cercano di salvare i fuorilegge, sembrano i nuovi partigiani e noi, infatti, in poltrona gli facciamo un timido indignato applauso.
Se mi ribellassi ad una legge ingiusta che viola ogni diritto umano , sarei un eroe o un fuorilegge?
La solidarietà non è un reato!
staimuto@2013

mattanza1

Di seguito un pensiero di Gesù Superfunk, vi attendiamo tra una settimana per un'altra riflessione su argomenti contemporanei, se vuoi replicare, scrivere, ti invitiamo anche a visitare la nostra pagina FB.

Lascia che si indignino, fra una settimana se ne sbatteranno il cazzo.
Pensavo di salvare la mia vita, e la infilai a sacco in una borsa.
Ho salutato la mia vecchia e ho messo tra di noi speranza e risparmi.
Adesso i miei sogni sono intrecciati alle alghe del mare,
ed io nn trovo pace, le mie spoglie sono solo propaganda.


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Cari video ascoltatori, o come si dice adesso, 4 poveri fottuti followers del sito, V-shika cambia volto, cambia format, cambia modo di esprimersi. Perché’ ? Perché il blog è in continuo movimento, in continua maturazione, c'è da attendersi un altro eventuale cambio per il terzo anno ?  Forse si...ma non è importante. Tutto è in continuo movimento, in continua mutazione. più che un cambio è un ritorno alle origini, un back to black, V-SHIKA, ovvero VESCICA, una cosa urticante, una cosa che ti provoca fastidio, che ti tocca i maroni, ma che ti fa ragionare sulle cose attuali e sui temi caldi, sperando di portarti a formulare una tua idea, libera da telegiornali e da concetti governativi preconfezionati.
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